PUNTI DI VISTA: riflessioni sulle conflittualità di coppia e relazionali

PUNTI DI VISTA: riflessioni sulle conflittualità di coppia e relazionali

Alla domanda cosa vedi? Francesca risponderà, vedo delle pagine scritte in stampatello e Paola dirà vedo una copertina rossa.

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Chi ha ragione delle due?

Entrambe, ciascuna vede infatti le cose dal proprio punto di vista.

Questo semplice esempio dovrebbe permetterci di capire che uno dei motivi per cui litighiamo con gli altri è dato dal fatto che ciascuno vede le cose dalla propria prospettiva e generalmente non fa alcuno sforzo per cambiare posizione e provare a vedere le cose dal punto di vista dell’altro. Solo uscendo da noi stessi possiamo intendere le ragioni dell’altro e capirle. A nostra volta ci sentiamo capiti quando l’altro viene dalla nostra parte e comprende la nostra visione delle cose.

Seppure con visioni diverse Francesca e Paola, due ragazze europee, con tutta probabilità diranno però entrambe che si tratta di un libro, mentre un abitante dell’Africa sub-sahariana analfabeta non riconoscerebbe questo oggetto come un libro ma forse direbbe che è un supporto per i suoi utensili.

Se poi facessimo la stessa domanda ad una formica e questa potesse risponderci ci direbbe invece che è un ostacolo sulla sua strada.

Inoltre le cose cambiano di significato a seconda dei contesti o dei bisogni che abbiamo in quel momento.

Ad esempio se Francesca stesse comodamente seduta nel suo salotto e si accingesse a leggere, quell’oggetto preso dalla sua libreria, assolverebbe necessariamente la funzione di libro e quello sarebbe il suo significato. Ma se Francesca si trovasse in una baita in montagna in inverno e rimanesse improvvisamente al freddo quell’oggetto assumerebbe per lei il significato di combustibile e assolverebbe necessariamente alla funzione di scaldarla. Mentre se Paola avesse un tavolo traballante quell’oggetto diverrebbe ai suoi occhi un fantastico mezzo per pareggiare le gambe del suo mobile, cambiando di significato.

Tutto ciò indica la relatività delle cose. Non esiste una verità assoluta delle cose. Quel libro non è necessariamente un libro, ma un oggetto dai mille possibili significati. Così è dunque per ogni cosa, per le nostre convinzioni e pensieri che riteniamo oggettivi e giusti mentre in realtà sono solo letture mutevoli dell’esistenza.

Uno stesso fenomeno può essere accettabile e ragionevole in un contesto e totalmente fuori luogo in un altro. Ad esempio può essere molto ragionevole leggere un libro mentre siamo comodamente seduti nel nostro studio o su un treno, mentre può essere fuori luogo se lo leggo al ristorante mentre il mio amico, seduto di fronte a me, cerca di parlarmi. Oppure mentre è lecito e ragionevole che io giri nuda nella mia camera da letto, sarebbe considerato un grave segno di squilibrio mentale se lo facessi nella piazza della mia città.

In psicoterapia mi trovo spesso a lavorare con coppie in conflitto. Loro, come Francesca e Paola descrivono la loro situazione dalla loro prospettiva cercando di convincere l’altro e me terapeuta, delle loro ragioni.

Spesso faccio sedere Francesca al posto di Paola e viceversa, affinché capiscano la relatività delle loro ragioni, provando a cambiare posizione, provando a mettersi nei panni dell’altro, guardando l’oggetto (libro) del loro discutere dalla seggiola dell’altro.

E’ cosi che può iniziare un cambiamento nella loro relazione.

 

Dott.ssa Giovanna Berengo

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