SULL’AMORE

Dott.ssa Giovanna Berengo

SULL’AMORE

Diciamo eterosessuale e diciamo omosessuale.

Facciamo così riferimento alle inclinazioni sessuali degli individui.

Lecito e corretto, senza ombra di dubbio.

Ma perchè tagliare fuori l’aspetto sentimentale che invece appartiene così profondamente alle relazioni umane?

Non ci rappresenterebbe più compiutamente la parola eterosentimentale e omosentimentale?

La sessualità é un istinto e certamente spinge le persone a cercarsi per soddisfarlo. Ma non basta.

La maggior parte degli esseri umani non si accontenta infatti della sessualità fine a sè stessa ma cerca l’amore (Eros), di cui la sessualità é solo un aspetto (1). Perché l’amore tocca il cuore, guarisce le ferite (2) e da molto senso alla nostra vita.

Sull’ amore é stato scritto e detto tantissimo da psicoanalisti, filosofi, poeti, scrittori.

Prenderò spunto solo da alcune tra le tante  riflessioni sull’ amore.

-L’amore é la dissoluzione dell’Io perché “non è qualcosa di cui l’Io dispone, ma semmai è qualcosa che dispone dell’Io, qualcosa che lo incrina, che lo apre alla crisi, che lo toglie dal centro della sua egoità” (Umberto Galimberti, filosofo). Poiché non è l’Io a fare scelte ma esse sono determinate da forze inconsce ecco che l’Io “non é piu padrone in casa sua” ( Sigmund Freud).

Seguendo la poetica formula matematica di Kaz Maslanka, ingegnere e artista (3)

formula

dove limite di 1 fratto Ego per Ego che tende a 0 = infinito

Ovvero solo se l’Ego svanisce, noi amiamo infinitamente.

-Inoltre noi cerchiamo noi stessi nell’altro.

Secondo la Psicoanalisi infatti, l’amore é la proiezione (4) delle nostre parti buone sull’altro.

Secondo il modello della Psicologia dei Sè noi amiamo (o detestiamo) nell’altro ciò che oscuriamo e rinneghiamo in noi stessi.

Platone, nel suo Simposio, fa dire a Socrate che non possiamo desiderare ciò che già abbiamo, noi desideriamo ciò che non siamo, ciò di cui sentiamo il vuoto, la mancanza (5).

Galiberti sostiene che “l’amore é l’inevitabile messa a nudo di sè tramite l’altro…Apparentemente amiamo l’altro, in realtà tramite l’altro, amiamo le nostre imperscrutate profondità”. Nella sua Lectio Magistralis su “Amore e follia” ispirata al Simposio di Platone parla dell’amore come qualcosa che avviene non tra me e te, ma tra me e la mia parte mancante…..Perchè te? Perchè tu hai intercettato la mia follia (6) e io la tua, questo é l’amore [amore corrisposto Anteros (7)].

Nella mitologia greca Platone ci dice che eravamo l’uno e l’altro, indivisi, in greco antico αμφότερος (Anfoteros). Un giorno “Zeus, volendo castigare l’ uomo senza distruggerlo lo tagliò in due”. Fu  Zeus a separarci e a mandarci Amore per ricomporci, “per curare l’antica ferita, cercando di far uno ciò che é due”. Nell’atto sessuale due corpi uniti riproducono l’essere originario indiviso. Ogni atto sessuale é memoria, ricomposizione dell’antica unità. Il tentativo di unità viene poi sconfitto perché dopo, torniamo ad essere separati. Ciascuno di noi non è un uomo, ma una metà che cerca l’altra metà. Perciò si può dire che l’uomo é un simbolo, dal greco antico Σύμβολον (Sùmbolon): ciò che si incontra.

L’amore dunque con le parole di Galimberti non è solo vicenda di corpi, ma traccia di una lacerazione, e quindi incessante ricerca di quella pienezza, di cui ogni amplesso è memoria, tentativo, sconfitta”.

Dire allora eterosentimentale o omosentimentale rifletterebbe più profondamente le nostre autentiche inclinazioni che includono anche quelle sessuali ma sono ben più vaste e profonde.

 

Dott.ssa Giovanna Berengo


 

(1) Eros (ἔρως) é sia Anteros (αντέρως: amore corrisposto) sia Himeros (ιμερος: desiderio fisico immediato, passione del momento) sia Photos (desiderio per l’irraggiungibile, é l’idealizzazione che sempre si accompagna a ogni amore, a prescindere dalla conquista). Tratto da  James Hillman, psicoanalista e filosofo americano.

(2) Johannes Cremerius, psicoanalista tedesco, dice che l’ amore é il miglior terapeuta che c’é.

(3) Kaz Maslanka: “Sacrifice end Bliss” 2006

(4) Il concetto di proiezione in psicologia é analogo a quello del cinema: il film (cioè cose/sentimenti/giudizi) che vediamo sullo schermo (cioè l’altro o gli altri) in realtà viene proiettato dal proiettore (cioè noi stessi). Dunque é un illusione che il film sia sullo schermo, il film é, in realtà, nel proiettore.

(5) Platone nel Simposio fa domandare a Socrate “Eros é o non é eros di qualcosa, e precisamente di qualcosa di cui sente la mancanza?” Agatone  risponderà “si”.

(6) Per  Platone  l’amore  é  follia  perchè  ti  disloca dalla  ragione (l’uomo, l’Io)   e   ti connette alla follia (il divino). Amore è  un TRA l’uomo e il divino, un TRA la ragione e la follia).

(7) Il mito di Anteros racconta la leggenda che un giorno Afrodite si lamentò con la Dea Temi del fatto che il piccolo Eros non crescesse, così la saggia Temi le rispose che Eros non sarebbe mai cresciuto finché non avesse avuto l’amore di un fratello. Afrodite si unì ad Ares e generò Anteros e da quel momento i due fratelli crebbero insieme, ma ogni qualvolta Anteros si allontanava da Eros, quest’ultimo ritornava fanciullo. Questo grazioso mito insegna che l’amore (Eros) per crescere ha bisogno di essere corrisposto (Anteros).

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